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Messaggio di Benvenuto

Chi ha seguito e segue le vicende socio-politiche della Valle e senz’altro a conoscenza delle vicissitudini che hanno portato all’autonomia dell’ASL Vallecamonica-Sebino.

E stato un percorso lungo, irto di difficolta e di ostacoli; ma un percorso alla fine vincente, perche attorno all’obiettivo hanno concordemente lavorato, con impegno e tenacia, gli amministratori regionali e locali,  gli esponenti della politica nazionale, i tecnici e gli operatori del settore, le forze politiche, tutti concordi nel ritenere traguardo irrinunciabile l’autonomia realta socio-sanitaria camuna.

E’ stata istituita con Legge regionale n.15.

Si e dovuta “inventare” una nuova realta socio assistenziale sia per il territorio che ospedaliera, per adeguare l’offerta alle necessita peculiari della popolazione che, per molti aspetti aspetti, e da considerare disagiata.
”Nuova”, non solo perche una delle due Strutture ospedaliere (Esine) e relativamente recente bensì nuova nella riorganizzazione dei servizi da erogare, anche in considerazione della particolarita di un territorio, segnato purtroppo dalla marginalita rispetto ai grandi centri, una marginalita che si ripete anche nella configurazione interna tra paesi di fondovalle e paesi, anzi comunita, di gronda, disseminate sui versanti del fiume Oglio. Particolarità del territorio che si evidenzia con la vastita (1/3 della superficie della Provincia di Brescia) numero di abitanti (meno di 1/10 della Provincia di Brescia) densita abitativa (73 abitanti per Km quadrato).

Questo spirito innovativo non prescinde comunque dalla memoria e trae linfa dalle radici profonde, dalle sorgenti lontane e non dimenticate di un cammino di assistenza che ha visto risplendere la pieta e la nobilta di tante Istituzioni, Associazioni, Enti e Privati cittadini, nello sforzo concorde di rendere meno penose, se non di migliorare le condizioni di vita della nostra gente.

Questo necessario sforzo innovativo si esplica quindi seguendo la traccia della riconoscenza verso i benefattori; mi riferisco all’universo delle cosiddette  “Opere pie”. Da una statistica generale del 1887,  risulta un panorama completo e vivace, tale da toccare ogni comune, anzi ogni paese, anche il piu pic-colo, della Vallecamonica: Opere pie che si esprimevano in forma di Congregazio-ni della Carita, della Misericordia, in luoghi di distribuzione del pane, del sale, ed anche in infermerie, oltre che in una costellazione di legati. (Testimonianza di tutto cio e resa dalle lapidi-ricordo degli antichi benefattori, rigorosamente conservate).

A proposito di infermerie:
A Breno, a meta dell’Ottocento, prendeva avvio il servizio dell’infermeria Rizzieri (trasformata poi nell’ospedale che ne prendera il nome, conservandolo fino al 1992). Il relativo cospicuo legato era datato 19 agosto 1848. L’opera era quanto mai necessaria per arginare le vastissime zone della poverta e per il violento ricorrere di febbri petecchiali come quella del 1817-18 o del colera, terribile nelle epidemie del  1836 e del 1849.
A Darfo, un servizio “ospedaliero” comincio ad esistere sin dagli inizi dell’ Ottocento : tale servizio prese slancio e si amplio con l’eredita, del 1866, di Bortolo Dangolini.
A Pisogne, un ospedale per la cura dei “poveri ammalati” residenti nel comune, nacque nel 1876, grazie a diversi benefattori tra cui il ricco mercante Giovanni Antonio Corna: la struttura inizio a funzionare nei locali dell’ex convento agosti-niano della chiesa di Santa Maria della Neve.
A Edolo, fu invece un muratore, Domenico Giamboni, a decretare un lascito destinato all’istituzione di un ospedale, Istituzione che verra decretata nel 1883.
Naturalmente questi brevissimi cenni hanno la funzione di tener vivo e non cancellare il dovere della riconoscenza; hanno anche la funzione di evidenziare lo stretto, ineludibile rapporto tra Istituzioni e specificita di un territorio, della sua storia, della sua cultura, della sua civilta.

La “lezione” del passato ha, per tutti gli operatori della Sanita  pubblica, una sua attualita: di come sia sempre piu imprescindibile la necessita di legare l’Azienda Sanitaria al proprio territorio, per ragioni certo di funzionalita e di piu immediato accesso, ma anche per ragioni di solidarieta e di generosita; le comu-nita locali, soprattutto nell’articolazione complessa delle strutture ospedaliere, debbono e possono riconoscersi nella propria Azienda, in una azione che si svolga all’insegna della sussidiarieta.

Coscienti di essere solo all’inizio di un lungo percorso verso la totale efficienza, confermiamo pero l’impegno costante di curare la gente dove essa risiede, abita e lavora, fornendo servizi qualificati e non di second’ordine, fornendo strutture adeguate efficienti ed efficaci e sempre mettendo al centro della nostra concorde azione il malato. I criteri di razionalita e di economicita sono importanti, ma da soli non costituiscono la ragione vera e profonda, motivante ed essenziale
Sono convinto che si possa guardare tutti con fiducia al futuro della nostra Azienda, che si pone sulla linea della continuita ideale con Pisogne, Darfo, Breno ed Edolo, sulla linea della continuita soprattutto con le alte ragioni dei pionieri e dei benefattori. Cambiano i tempi. Cambiano le forme organizzative, i ruoli, le funzioni, le responsabilita. Ma non deve ne puo cambiare lo spirito e cioe la motivazione vera della nostra comune azione che ha nel “malato-persona” la sua legittimazione ed ancor piu la propria dignita e nobilta d’essere.
E’ e deve essere il malato l’origine di tutti i processi di lavoro, che si sviluppano per dare risposte concrete ai suoi bisogni.

 

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Il Direttore Generale: Dr. Angelo Foschini
Sede: Via Nissolina, 2 – 25043 BRENO (BS)
tel: 0364/329.1
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